mercoledì 17 novembre 2010

Non fuggiamo dalla realtà delle cose

Lungi da me lo scappare dall'analisi, purtroppo amara, dello stato attuale della squadra. E' dall'inizio dell'anno che lo dico: facciamo cagare. Ci manca completamente quello spirito guerriero che, a partire da Mancini per arrivare al Genio, ci aveva resi i più forti d'Europa. Ammetto che sapevo che sarebbe successo, non si può vincere in eterno, ma dispiace comunque.

Attenuanti ce ne sono tante:

  • la stagione passata ci è costata tantissimo in termini di energie nervose e psichiche.
  • Benitez non è propriamente un capopolo capace di sostenere la condizione naurale dell'Inter "soli contro tutti", e vabbhè che non gliene si può fare una colpa, ma questo è un fattore da tenere molto in considerazione. Ricordate che la squadra dell'amore (50 di bocca e 100 completo, tanto perchè si sappia che il listino è fermo nonostante l'inflazione) quando perse la finale di Istambul, fu molto meno processata di quanto non stiano facendo adesso con noi, che comunque saremo anche a 6 punti dal bbilan, ma comunque l'anno scorso siamo riusciti a perdere 11 punti in 7 gare, se non sbglio, quindi, lasciate che rientrino almeno 5/6 titolari e magari che siano in forma così da non dover sostituire praticamente chiunque con Obi e Coutinho, e ripartiamo.
  • La condizione "soli contro tutti" l'anno scorso ci esaltava ed eravamo così forti da distruggere persino arbitraggi allucinanti, uno per tutti quello del derby di ritorno. Se allora avessimo fatto la metà dei falli fatti dalle merde nell'ultimo derby, avremmo chiuso in 3 o 4 e forse Mou avrebbe dovuto togliersi la grisaglia per entrare in campo lui. Ma questa, dal mio punto di vista, è comunque una motivazione debole. Gli arbitri contro ce li abbiamo da che mi ricordo del calcio. Se mai la cosa stupefacente è che ci hanno accusato (compreso quest'anno!) che gli arbitri ci favoriscono. Non mi piace commentare il giornaletto della parrocchietta, ma l'organo ufficiale della giuventus (no, non il pisello del presidente Agnelli, non quello, parlo di "tuttosporc") è anni che porta avanti questa campagna mediatica per cui l'Inter è la squadra favorita dagli arbitri. Il silenzio è un dono che purtroppo il Signore non ha distribuito uniformemente sulla terra. Peccato che poi a noi ci tocca sentire delle cazzate...!
  • L'errore (l'unico che realmente gli riconosco) che ha fatto Benitez è stato quello di non aver capito che questa è una squadra che prima deve difendere e poi eventualmente (visto lo stato attuale) attaccare in velocità. La nostra difesa, con gente di 30 e passa anni, non può giocare così alta, perchè persino il Lecce ci fa il culo in contropiede. Dio bono, Rafa, ma chiudi la porta e piazza le mitragliatrici. Abbiamo giocato con il bbilan come abbiamo giocato con il Tottenham: da pirla! Per fortuna la squadra dell'amore (50 di boc...) è una squadra che ha lo stesso spessore del Lecce, del Brescia, dell'Udinese ecc. perchè se no ce ne davano 3 o 4. La differenza la fanno lì davanti, dove il Brescia presenta Caracciolo (noto bomber che fa cagare in mano i portieri) mentre i bbilanisti hanno Ibra (che sempre più dimostra di essere una merda anche lui ... ma ne riaparliamo quando le cose cominceranno a girare meno bene e vediamo come se la sbrigherà con lo spogliatoio di Seedorf, Pirlo, Nesta e Gattuso ...) e Robinho, che però non mi sembrano proprio delle furie di dio, nonostante quello che dicono i giornali (ma si sa che noi in Italia siamo autoreferenziali e ci dimentichiamo che i due sono stati mandati via da ManCity e Barca non proprio a calci in culo, ma insomma ...).
  • Moratti. Al presidente è difficile fare degli appunti dopo aver fatto quello che ha fatto ed averci fatto vincere quello che abbiamo vinto. Ma certo è che, cazzo!, proprio quest'anno doveva cominciare con il fair-play finanziario? Ma minchia, nell'anno in cui la madre di tutte le merde deve per forza vincere le elezioni se no lo finiscono? Quello è disposto a tutto, anche a compreare Inter e giuventus per farle stare in panchina pur di non avere un insuccesso sul campo. Ma ci rendiamo conto del tipo di erezione che potrebbe procurarci una disfatta su tutti i fronti del signore del bunga bunga? Roba che se c'era il Mou a quest'ora eravamo già con il mega in mano a frenarne le vibrazioni impazzite. Ed allora, minchia, presidente facciamo qualcosina! Purtroppo però quando si sbaglia la campagna acquisti ...e guarda caso proprio quando il Piper è stato mandato via e poi perché? Per far spazio a Carboni? E chi cazzo è Carboni? Cos'ha vinto nella sua vita? E che cazzo fa all'Inter? Qualcuno ce lo può dire? Insomma, evitiamo di fare le campagne di gennaio come ai tempi di Tardelli  (dio mio, solo il nome mi provoca un mancamento). Ma stiamo attenti a non buttare via un patrimonio che a fatica abbiamo costruito, per la masochistica voglia di sembrare sempre buoni. Minchia, presidente, gli altri non aspettano altro che di farci la pelle! Ritorniamo a fare i cattivi!!
  • Mou. Lascio per ultimo questo argomento perchè è il più doloroso e perchè fino all'ultimo ho cercato di procrastinarne (dio come mi piace 'sta parola) l'analisi dolorosissima. Il 22 maggio, visto che per mestiere e natura sono portato a pensare immediatamente al prossimo progetto lo stesso momento in cui ho chiuso l'ultimo, mentre tutti perdevano la testa sul campo e fuori (ed io lasciavo libero sfogo allo stress che mi aveva accompagnato negli ultimi 16 giorni, ... i più belli ed i più intensi della mia vita da tifoso, con un pianto a dirotto), vedendo il Mou che piangendo se li abbracciava tutti (ed ho pensato:"Giuda, figlio di puttana, te ne stai andando. Sei una Merda") ho percepito la pericolosa deriva che potevamo prendere. L'uomo, qualunque siano state le sue motivazioni ad andarsene, avremmo dovuto preventivamente prepararci al suo possibile addio. Ma mi rendo conto che mentre si cavalcava verso il Triplete (roba che la giuventus ed il bbilan ancora si stanno contorcendo per levarselo dal culo, senza ottenere risultati) era difficle riuscire a mantenere quella inevitabile lucidità che avrebbe permesso o di blindare Mou o di anticiparne la sua partenza con una soluzione un po' più appropriata che il compagno Rafa. O sei Mou, e sei bioinico, o non puoi farlo. Ed infatti il Mou, per la sua parte, l'ha fatto, tant'è vero che dieci minuti dopo il fischio finale saliva in macchina con i dirigenti merengue. Ma probabilmente è facile parlare a babbo morto. Ma questo è stato l'errore più grave. Se non altro per il fatto che il compagno Rafa, che comunque mi è simpatico, è comunque una scelta di ripiego ... e questo lo sappiamo tutti.
  • Dette tutte queste cose, vorrei ricordare che:
  1. siamo i Campioni d'Europa in carica
  2. siamo i Campioni d'Italia in carica
  3. siamo i detentori della Coppa Italia in carica
  4. a dicembre ci giochiamo la Coppa del Mondo per Club (che quando giocava il bbilan era la cosa più importante della galassia ed ora inequivocabilmente resta la cosa più importante dell'universo) e che, se vinciamo quella, la stagione, almeno per quel che mi riguarda, è a posto.
  5. VAFFANCULO milanisti di merda e giuventini ladri.
Fine. Se qualcuno ha da dire qualcosa la dica ora o vada a casa ... per sempre.

domenica 7 novembre 2010

Dalla colonia di San Paolo ....

Ok, l'Inter quest'anno fa cagare, ma mi accontenterei di vincere la Coppa del Mondo per Club e anche quest'anno avremmo fatto il nostro, nonostante tutto: la partenza di Mou, la campagna acquisti penosa, la sfiga degli infortuni, i gufi che ci stanno tirando la qualunque e altre cose  che secondo me stanno succedendo all'Interno della società.

Per contro qui, dal profondo del Brasile, ormai mi considero un forzato del lavoro. Non esistono più nè sabati nè domenica. Si lavora e basta e siccome in qualche modo dobbiamo tenerci su, allora beccatevi questa. 

E vaffanculo!

martedì 2 novembre 2010

Lo sapevo

Prima o poi doveva capitare che ci dessero una bella serie di sventole e questa sera a Londra hanno provveduto. Speriamo che ci serva.
Nel frattempo chiedo a Mou di farmi un regalo bello quasi quanto il Triplete: ripiazzaglielo in culo.

Meglio essere interisti ....

... e piazzarlo in culo alla terza squadra di Milano e al suo presidente per anni!

lunedì 1 novembre 2010

Cronache dal Paese del Bunga Bunga

Vedere l'Italia da lontano, da molto lontano, è, da un certo punto di vista, come disintossicarsi. Quando parti ed arrivi in un paese che dista circa 12000 km da casa, cominci andando a cercare in modo quasi morboso tutte le notizie che interessano il tuo paese lontano. Mantieni il tuo rapporto con le cose esattamente come quando eri "a casa". Vale a dire che ogni cosa è fonte di giudizio, critica, morboso "campanilismo". Poi, dopo aver notato che intorno a te, la gente, da questa parte del mondo, ha un atteggiamento diverso, quasi distaccato, in realtà più sereno, verso il mondo che ci circonda, scopri che sono magari tre o quattro giorni che non apri Repubblica, che la Gazza ti ha rotto i coglioni, che l'incredibile bombardamento di notizie assolutamente inutili ed insignificanti a cui sei sottoposto durante la vita italiana si è praticamente dissolto. Arrivi addirittura a pensare in modo sereno che Berlusconi è destinato anche lui a morire e prima o poi se ne andrà fuori dai coglioni e con lui tutto il marciume umano di cui si è circondato, per essere sotituito da altro marciume, però più nuovo, più moderno.

Insomma, riconduci il tuo cervello ad una "pulizia" ed un equilibrio che "a casa" sembrava impossibile avere, avvolti come siamo dalla frenesia di mantenerci vivi in un'epoca in cui mai come adesso siamo stati autoreferenziali, con tutto il grave danno che ne consegue al nostro italianismo più elevato e purtroppo antico.

Ed allora, quando è passato un mesetto, anche un po' di più, una sera, nella tua stanza d'albergo, così ... tanto per rilassarti dopo una lunga giornata di lavoro, cominci a girovagare sulla rete, alla ricerca di quei bei ricordi che hanno fatto della tua adolescenza un periodo d'oro. Così, tanto per cazzeggiare. Apri Youtube e trovi un compagno di liceo che scrive canzoni per bambini. Così, come sempre, come te lo ricordi, è perfetto per i bambini, nel suo essere naive, nel suo non essere musicista eppure capace di interpretare perfettamente quel lato così misterioso e divertente dei bimbi che è la loro capacità di attraversare la vita animando le cose più incredibili e dando vita ai paradossi più affascinanti. Poi, d'improvviso, t'imbatti in uno strano "Spalmami la crema" e dici:"vabhe, è un divertissement" ... apri il video. Lo guardi. Ascolti la canzoncina. Fai fatica a cogliere persino un lato "stupido" che possa provocare una sia pure lieve increspatura delle labbra in un percorso ancora lungo dal concludersi per raggiungere uno striminzito sorriso, ma tant'è ... ci può stare. Poi scopri che ce n'è un altro. "Slacciami il grembiule".



Lo guardo e faccio in sequenza questi pensieri: Giovanni non è mai stato capace di fare musica. E' talmente primitivo che può fare giusto canzoncine per bambini. E' riuscito a trovare una delle melodie meno orecchiabili che si possano inventare. C'è una "pruderie" post oratoriale dietro questo video e questa kermesse di finte "casalingue" da fare tristezza. Queste due non sanno cantare nemmeno se gli fai ingoiare una radio. Perchè?

Lo ammetto: io a Giovanni voglio bene, anche se negli anni post liceali ci si è persi di vista; gli voglio bene perchè ho legati a lui dei ricordi belli della mia adolescenza. Lo stimo moltissimo come pittore e creatore di fumetti dal tratto onirico. Ma, e forse ho sbagliato, non gli ho mai detto che per lui la musica è un ambito  proibito. Gli voglio bene, ma lui con la musica non c'entra un cazzo. Ma poi improvvisamente mi sono distaccato da queste considerazioni personali ed ho cominciato a volare un po' più alto. Scopro che "La Cacca" è una hit di Giovanni, trasmessa via radio e che probabilmente ha anche dei fans. Leggo i commenti su Youtube e resto allibito....seguo il percorso di uno dei suoi commentatori (estasiato dalla bellezza delle opere musicali di Giovanni Caviezel!) per scoprire che è praticamente un disadattato mentale.

Poi veramente spicco il volo e mi porto ad altezze siderali e penso: siamo partiti con degli ideali incredibili. Abbiamo avuto, non io, non Giovanni, tutta la nostra generazione, uno slancio violento, addirittura, nel cercare di cambiare questo paese. La nostra società. Il nostro mondo. Ricordo pomeriggi passati a sviscerare il senso delle parole di un genio come Dino Formaggio. Ricordo come ci si avvitava sul senso del bello, nel tentativo quasi disperato e vano di trovarne una definizione universale. E poi? Ebbene, l'unica risposta che mi viene, così, d'istinto, senza pensarci su troppo è: "è arrivato Drive-in". Chiudendo in quella scatola tutto ciò che è poi diventato il nostro povero paese. Dando a quello sciocco, benchè divertente programmino televisivo di 25 anni fa, la potenza di aver convogliato, come un buco nero, dentro di sè tutta la catarsi "post-rivoluzionaria" di un paio, se non tre generazioni, per masticarla, digerirla e poi espellerla in quello che siamo oggi: "La Cacca" appunto. Ecco, visti da lontano ... lontanissimo, eppure così dentro a questo paese, noi siamo un rigurgito di quell'edonismo reaganiano, memoria degli anni '80, da cui non ci siamo mai distaccati. A cui anzi abbiamo saldato indelebilmente il nostro cordone ombelicale. A cui abbiamo associato l'immaginario del Walalla. Per questo, da noi, un omuncolo insignificante può prendere il potere. Perchè promette di riportarti lì da dove siamo partiti: nella grande pancia della madre televisiva che ti cancella le sofferenze ed in cui puoi permetterti di giocare, nella più totale indifferenza ed inconsapevolezza di quello che sta al di fuori. Lasciando solo che un non ben identificato edonismo intriso di clericali proibizioni, masturbatorie memorie e tristezze di un post-moderno tanto antico quanto mai realizzato,  si amalgamino tutte assieme in una rappresentazione stantia e priva di senso come le immagini di uno stupido video, più squallide del più squallido dei porno-bmovie. A questo siamo arrivati. Meglio se ci estinguiamo in silenzio, senza fare ulteriori danni.