lunedì 1 novembre 2010
Cronache dal Paese del Bunga Bunga
Vedere l'Italia da lontano, da molto lontano, è, da un certo punto di vista, come disintossicarsi. Quando parti ed arrivi in un paese che dista circa 12000 km da casa, cominci andando a cercare in modo quasi morboso tutte le notizie che interessano il tuo paese lontano. Mantieni il tuo rapporto con le cose esattamente come quando eri "a casa". Vale a dire che ogni cosa è fonte di giudizio, critica, morboso "campanilismo". Poi, dopo aver notato che intorno a te, la gente, da questa parte del mondo, ha un atteggiamento diverso, quasi distaccato, in realtà più sereno, verso il mondo che ci circonda, scopri che sono magari tre o quattro giorni che non apri Repubblica, che la Gazza ti ha rotto i coglioni, che l'incredibile bombardamento di notizie assolutamente inutili ed insignificanti a cui sei sottoposto durante la vita italiana si è praticamente dissolto. Arrivi addirittura a pensare in modo sereno che Berlusconi è destinato anche lui a morire e prima o poi se ne andrà fuori dai coglioni e con lui tutto il marciume umano di cui si è circondato, per essere sotituito da altro marciume, però più nuovo, più moderno.
Insomma, riconduci il tuo cervello ad una "pulizia" ed un equilibrio che "a casa" sembrava impossibile avere, avvolti come siamo dalla frenesia di mantenerci vivi in un'epoca in cui mai come adesso siamo stati autoreferenziali, con tutto il grave danno che ne consegue al nostro italianismo più elevato e purtroppo antico.
Ed allora, quando è passato un mesetto, anche un po' di più, una sera, nella tua stanza d'albergo, così ... tanto per rilassarti dopo una lunga giornata di lavoro, cominci a girovagare sulla rete, alla ricerca di quei bei ricordi che hanno fatto della tua adolescenza un periodo d'oro. Così, tanto per cazzeggiare. Apri Youtube e trovi un compagno di liceo che scrive canzoni per bambini. Così, come sempre, come te lo ricordi, è perfetto per i bambini, nel suo essere naive, nel suo non essere musicista eppure capace di interpretare perfettamente quel lato così misterioso e divertente dei bimbi che è la loro capacità di attraversare la vita animando le cose più incredibili e dando vita ai paradossi più affascinanti. Poi, d'improvviso, t'imbatti in uno strano "Spalmami la crema" e dici:"vabhe, è un divertissement" ... apri il video. Lo guardi. Ascolti la canzoncina. Fai fatica a cogliere persino un lato "stupido" che possa provocare una sia pure lieve increspatura delle labbra in un percorso ancora lungo dal concludersi per raggiungere uno striminzito sorriso, ma tant'è ... ci può stare. Poi scopri che ce n'è un altro. "Slacciami il grembiule".
Lo guardo e faccio in sequenza questi pensieri: Giovanni non è mai stato capace di fare musica. E' talmente primitivo che può fare giusto canzoncine per bambini. E' riuscito a trovare una delle melodie meno orecchiabili che si possano inventare. C'è una "pruderie" post oratoriale dietro questo video e questa kermesse di finte "casalingue" da fare tristezza. Queste due non sanno cantare nemmeno se gli fai ingoiare una radio. Perchè?
Lo ammetto: io a Giovanni voglio bene, anche se negli anni post liceali ci si è persi di vista; gli voglio bene perchè ho legati a lui dei ricordi belli della mia adolescenza. Lo stimo moltissimo come pittore e creatore di fumetti dal tratto onirico. Ma, e forse ho sbagliato, non gli ho mai detto che per lui la musica è un ambito proibito. Gli voglio bene, ma lui con la musica non c'entra un cazzo. Ma poi improvvisamente mi sono distaccato da queste considerazioni personali ed ho cominciato a volare un po' più alto. Scopro che "La Cacca" è una hit di Giovanni, trasmessa via radio e che probabilmente ha anche dei fans. Leggo i commenti su Youtube e resto allibito....seguo il percorso di uno dei suoi commentatori (estasiato dalla bellezza delle opere musicali di Giovanni Caviezel!) per scoprire che è praticamente un disadattato mentale.
Poi veramente spicco il volo e mi porto ad altezze siderali e penso: siamo partiti con degli ideali incredibili. Abbiamo avuto, non io, non Giovanni, tutta la nostra generazione, uno slancio violento, addirittura, nel cercare di cambiare questo paese. La nostra società. Il nostro mondo. Ricordo pomeriggi passati a sviscerare il senso delle parole di un genio come Dino Formaggio. Ricordo come ci si avvitava sul senso del bello, nel tentativo quasi disperato e vano di trovarne una definizione universale. E poi? Ebbene, l'unica risposta che mi viene, così, d'istinto, senza pensarci su troppo è: "è arrivato Drive-in". Chiudendo in quella scatola tutto ciò che è poi diventato il nostro povero paese. Dando a quello sciocco, benchè divertente programmino televisivo di 25 anni fa, la potenza di aver convogliato, come un buco nero, dentro di sè tutta la catarsi "post-rivoluzionaria" di un paio, se non tre generazioni, per masticarla, digerirla e poi espellerla in quello che siamo oggi: "La Cacca" appunto. Ecco, visti da lontano ... lontanissimo, eppure così dentro a questo paese, noi siamo un rigurgito di quell'edonismo reaganiano, memoria degli anni '80, da cui non ci siamo mai distaccati. A cui anzi abbiamo saldato indelebilmente il nostro cordone ombelicale. A cui abbiamo associato l'immaginario del Walalla. Per questo, da noi, un omuncolo insignificante può prendere il potere. Perchè promette di riportarti lì da dove siamo partiti: nella grande pancia della madre televisiva che ti cancella le sofferenze ed in cui puoi permetterti di giocare, nella più totale indifferenza ed inconsapevolezza di quello che sta al di fuori. Lasciando solo che un non ben identificato edonismo intriso di clericali proibizioni, masturbatorie memorie e tristezze di un post-moderno tanto antico quanto mai realizzato, si amalgamino tutte assieme in una rappresentazione stantia e priva di senso come le immagini di uno stupido video, più squallide del più squallido dei porno-bmovie. A questo siamo arrivati. Meglio se ci estinguiamo in silenzio, senza fare ulteriori danni.
Insomma, riconduci il tuo cervello ad una "pulizia" ed un equilibrio che "a casa" sembrava impossibile avere, avvolti come siamo dalla frenesia di mantenerci vivi in un'epoca in cui mai come adesso siamo stati autoreferenziali, con tutto il grave danno che ne consegue al nostro italianismo più elevato e purtroppo antico.
Ed allora, quando è passato un mesetto, anche un po' di più, una sera, nella tua stanza d'albergo, così ... tanto per rilassarti dopo una lunga giornata di lavoro, cominci a girovagare sulla rete, alla ricerca di quei bei ricordi che hanno fatto della tua adolescenza un periodo d'oro. Così, tanto per cazzeggiare. Apri Youtube e trovi un compagno di liceo che scrive canzoni per bambini. Così, come sempre, come te lo ricordi, è perfetto per i bambini, nel suo essere naive, nel suo non essere musicista eppure capace di interpretare perfettamente quel lato così misterioso e divertente dei bimbi che è la loro capacità di attraversare la vita animando le cose più incredibili e dando vita ai paradossi più affascinanti. Poi, d'improvviso, t'imbatti in uno strano "Spalmami la crema" e dici:"vabhe, è un divertissement" ... apri il video. Lo guardi. Ascolti la canzoncina. Fai fatica a cogliere persino un lato "stupido" che possa provocare una sia pure lieve increspatura delle labbra in un percorso ancora lungo dal concludersi per raggiungere uno striminzito sorriso, ma tant'è ... ci può stare. Poi scopri che ce n'è un altro. "Slacciami il grembiule".
Lo guardo e faccio in sequenza questi pensieri: Giovanni non è mai stato capace di fare musica. E' talmente primitivo che può fare giusto canzoncine per bambini. E' riuscito a trovare una delle melodie meno orecchiabili che si possano inventare. C'è una "pruderie" post oratoriale dietro questo video e questa kermesse di finte "casalingue" da fare tristezza. Queste due non sanno cantare nemmeno se gli fai ingoiare una radio. Perchè?
Lo ammetto: io a Giovanni voglio bene, anche se negli anni post liceali ci si è persi di vista; gli voglio bene perchè ho legati a lui dei ricordi belli della mia adolescenza. Lo stimo moltissimo come pittore e creatore di fumetti dal tratto onirico. Ma, e forse ho sbagliato, non gli ho mai detto che per lui la musica è un ambito proibito. Gli voglio bene, ma lui con la musica non c'entra un cazzo. Ma poi improvvisamente mi sono distaccato da queste considerazioni personali ed ho cominciato a volare un po' più alto. Scopro che "La Cacca" è una hit di Giovanni, trasmessa via radio e che probabilmente ha anche dei fans. Leggo i commenti su Youtube e resto allibito....seguo il percorso di uno dei suoi commentatori (estasiato dalla bellezza delle opere musicali di Giovanni Caviezel!) per scoprire che è praticamente un disadattato mentale.
Poi veramente spicco il volo e mi porto ad altezze siderali e penso: siamo partiti con degli ideali incredibili. Abbiamo avuto, non io, non Giovanni, tutta la nostra generazione, uno slancio violento, addirittura, nel cercare di cambiare questo paese. La nostra società. Il nostro mondo. Ricordo pomeriggi passati a sviscerare il senso delle parole di un genio come Dino Formaggio. Ricordo come ci si avvitava sul senso del bello, nel tentativo quasi disperato e vano di trovarne una definizione universale. E poi? Ebbene, l'unica risposta che mi viene, così, d'istinto, senza pensarci su troppo è: "è arrivato Drive-in". Chiudendo in quella scatola tutto ciò che è poi diventato il nostro povero paese. Dando a quello sciocco, benchè divertente programmino televisivo di 25 anni fa, la potenza di aver convogliato, come un buco nero, dentro di sè tutta la catarsi "post-rivoluzionaria" di un paio, se non tre generazioni, per masticarla, digerirla e poi espellerla in quello che siamo oggi: "La Cacca" appunto. Ecco, visti da lontano ... lontanissimo, eppure così dentro a questo paese, noi siamo un rigurgito di quell'edonismo reaganiano, memoria degli anni '80, da cui non ci siamo mai distaccati. A cui anzi abbiamo saldato indelebilmente il nostro cordone ombelicale. A cui abbiamo associato l'immaginario del Walalla. Per questo, da noi, un omuncolo insignificante può prendere il potere. Perchè promette di riportarti lì da dove siamo partiti: nella grande pancia della madre televisiva che ti cancella le sofferenze ed in cui puoi permetterti di giocare, nella più totale indifferenza ed inconsapevolezza di quello che sta al di fuori. Lasciando solo che un non ben identificato edonismo intriso di clericali proibizioni, masturbatorie memorie e tristezze di un post-moderno tanto antico quanto mai realizzato, si amalgamino tutte assieme in una rappresentazione stantia e priva di senso come le immagini di uno stupido video, più squallide del più squallido dei porno-bmovie. A questo siamo arrivati. Meglio se ci estinguiamo in silenzio, senza fare ulteriori danni.
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