mercoledì 25 maggio 2011
Pensieri e Parole
Matteo Salvini, esponente "duro e puro" della Lega, ha detto nei giorni scorsi: “Se il 51 per cento dei milanesi voterà Pisapia, lui sarà il mio sindaco, sulla città non si abbatterà la sciagura, il terremoto, lo tsunami. Ci sono due Milano diverse in campo, quale sia la migliore lo decideranno gli elettori”.
Questa frase mi ha fatto molto riflettere, perchè da un Pasdaran come Salvini in effetti non te l'aspetti.
Ed allora ho pensato: "Vuoi vedere che sono diventati umani anche loro?". Ma poi mi sono dovuto ricredere quando Bossi ha spernacchiato pubblicamente e microfonatamente Monsieur Formigonì.
Il Governor ha incassato più o meno con stile, sfoggiando per altro una mise da stilista al Gay Pride di San Francisco oppure da "piacione" di Portofino in attesa che le manze scendano dagli yacht. Ma della trasformazione di Formigoni ne parleremo un'altra volta.
Dicevo: Bossi fa il piromane, e questa non è una notizia, ma Salvini fa il pompiere. E questa è una notizia. No, perchè Salvini io me lo ricordo che cantava a squarciagola un inno contro i napoletani ad una festa padana, identificandoli chiaramente come portatori di colera. Naturalmente, alle polemiche che ne seguirono, lui rispose che "erano cori da stadio e che non c'era razzismo". No, in effetti era il risultato di una ricerca scientifica effettuata dal CERN e Salvini aveva soltanto trovato un modo più divulgativo per esporne le conclusioni. Ma transeamus.
In questa Milano, che non è più la Milano da bere a cui comunque ancora una larga parte di cittadini è affettivamente legata, si sta assistendo ad una serie di fenomeni quanto meno sconcertanti.
Il più sconcertante di tutti è sicuramente l'affermazione di Pisapia al primo turno. Lo giuro, non c'avrei scommesso un centesimo. Gli altri fenomeni sono diretta o indiretta conseguenza di questo.
Da un lato vediamo le "tardone", da sempre in attesa di una penetrazione prolungata e soddisfacente da parte del Cavaliere che incarna il sogno erotico della loro adolescenza, che scendono in strada e per le piazze come Pasionarie ad invitare i milanesi a non farsi irretire dai comunisti. Dall'altra una società civile (a cui mi sento di appartenere e quindi sarò più bonario nei suoi confronti) che si è risvegliata con in mano una possibilità di cambiare almeno questa amministrazione comunale e che ha rinverdito gli antichi fasti dei cortei che attraversavano i bastioni fino a trent'anni fa. E poi ci sono le manifestazioni di demenza senile di un primo ministro e di tutti i suoi "portatori" che sta facendoci fare in una settimana quello che non era apparentemente ancora riuscito in 17 anni: il passaggio dalla realtà tangibile alla realtà onirica.
Così, dagli sproloqui della Santanchè alle michiate di un DJ da lustri sul viale del tramonto come Red Ronnie (tristezza lugubre!), dal ministro (!!!) La Russa all'ormai mentalmente instabile Bossi, per concludere con lui, l'unico uomo capace di dire tutto ed il contrario di tutto in dieci secondi e poi ancora attaccare il "nemico" dicendo che è stato comunque frainteso perchè i comunisti ormai si sono impadroniti dell'Italia, ci siamo sentiti raccontare che oltre ad essere un ladro, un terrorista, un "cumunista", un losco figuro, un alleato dei leoncavallini ecc... Pisapia è anche un affiliato ad Al Qaeda. E questa ultima affermazione, in quanto decisiva e rivelante verità troppo forti da lasciarne la gestione ad uno qualunque, è stata affidata ad un fulgido esempio di lucidità politica, di equilibrio e di antica saggezza come Mario Borghezio.
Non bastasse, sono state prospettate invasioni barbariche di Visigoti e stupri di massa, soprattutto di suore e puerpere, da parte dei Cosacchi nello sciagurato caso in cui avesse vinto Pisapia, che, "digiamolo", ha per altro l'aspetto di un signore a cui sembra interessare di più una tranquilla mattinata sulla panchina al parco a leggere il giornale, che mettere in atto politiche revansciste in cui si fanno i conti col passato a colpi di Turca, la mitica scimitarra degli Ussari.
In tutto questo come devo leggere allora la frase di Salvini? L'ennesimo tentativo di mostrare una "chaira e onesta faccia" di carducciana memoria oppure un patetico tentativo di sembrare quello che non si è, ma che l'elettore vorrebbe che fosse? Un po' come l'Esselunga, che quando capisce che il consumatore ha un nuovo bisogno, il giorno dopo tra i banchi dei suoi supermercati fa trovare esattamente quello che si cerca, messo ben in vista e ad un prezzo anche accattivante, salvo poi fartelo pagare con gli interessi la settimana dopo le offerte lancio.
Così le promesse di questi giorni, che rasentano il patetico più che il paradossale, fanno di questa destra, di questi signori e di quella povera donna della Moratti, che sembra infilata in un gioco di gran lunga più grande di lei, dei personaggi di una commedia di Tennesse Williams, ma recitata al teatrino parrocchiale da squallidissimi attori dilettanti.
Se non fosse per il popolo italiano direi che siamo sulla strada della liberazione. Ma la sciura Pina ha ancora molte frecce nel suo arco, prima di salutarci e lasciarci finalmente cercare di prendere la strada per la modernizzazione.
lunedì 9 maggio 2011
Perle ai porci
Non mi suiciderò sicuramente per questo scudetto finito alla squadra dell'ammore, che resterà ormai per sempre "50 di bocca e 100 completo".. Non mi suiciderò nemmeno virtualmente a cercarcare di giustificare perchè non lo abbiamo vinto noi il sesto consecutivo. L'hanno vinto loro, bravi e pace. Non mi dilungherò a cercare scuse che alla fine rendono patetica una sconfitta. Ma lascetemi dire: lo stile non si compra la mercato. Già questo riferito ai bbilanisti era noto, del resto il loro presidente è la più alta dimostrazione del fatto che non basta avere i soldi per essere signori. Magari ci sono anche molti tifosi della terza squadra di Milano che vivono con un po' d'imbarazzo questo connubio "Squadra del cuore"-"presidente ladro-pedofilo-evasore-corruttore (... etc. etc. etc.), me ne dolgo, ma questo non è un problema mio. Se vincono e gioiscono con sano spirito da tifoso, senza trascendere in volgarissime derive, mi rode, ma lo accetto. Ma se scadi nel trivio allora sei un poveretto. Meglio perdere rodendosi, ma esprimendosi con una sana ironia. Comunque meglio vincere, non si discute. Perdere non mi è mai piaciuto, ma se capita ... Saper vincere e perdere è comunque un'arte e questi non sanno cosa vuol dire. Ricordo Ambrosini qualche anno fa ed ora abbiamo assistito a questo
Certo era difficile trovare una rima che suonasse più o meno "Lo scudetto, la Coppa Italia, la Champions League, la Supercoppa Italiana, la Coppa del Mondo mettiteli nel culo", ma anche qui si vede il livello. Se hai genio e creatività vieni fuori e ti stagli. Se no resterai Gattuso per tutta la vita ... e non è una gran bell'essere.
Vincere è una gioia, ma evidentemente per costoro i precedenti cinque anni devono essere stati terribili.
Oggi questo scudo è come dare Perle ai Porci.
Perle ai porci.
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